introduzione alla mastoplastica additiva verona
Introduzione alla mastoplastica additiva
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Che seno vuoi?

È il desiderio di tutte le donne, soprattutto di quante ritengono un seno piccolo, o sceso, una limitazione alla loro femminilità capace di intaccare anche l’autostima. L’aumento di volume della mammella (mastoplastica additiva) si conferma, infatti, anche per il 2016 l’intervento più richiesto, superando altre due risoluzioni altrettanto ambite per quanto riguarda la chirurgia estetica: la rinoplastica e la liposuzione.


Come tutti gli interventi chirurgici, anche questo comporta rischi e effetti collaterali, ma non solo: il risultato, in molti casi, può non essere quello sperato.

Il motivo? L'insoddisfazione nasce spesso da scelte superficiali, frettolose, dovute a scarsa conoscenza e a informazioni imprecise.

Ma una volta deciso di sottoporsi all’intervento di chirurgia estetica al seno, come si fa a decidere qual è la grandezza della protesi più adatta? Più grande è sempre meglio?

Queste sono alcune delle domande più importanti a cui rispondere quando si ha intenzione effettuare l’aumento del seno.

Per aiutare le donne a fare una scelta consapevole e a orientarsi tra tecniche diverse, il dr. Massimo Corso, chirurgo estetico specializzato in mastoplastica additiva è disponibile fin da subito a rispondere alle frequenti domande e dubbi che possono sorgere. Puoi prendere subito appuntamento chiamando al 342 8842 143 o per email info@massimocorso.it .

Una decisione personale


Decidere la grandezza del seno è una decisione personale. Solo perché la vostra amica è passata da una coppa A ad una C piena, non significa che voi dobbiate fare lo stesso. Vi sono molti fattori importanti da tenere a mente quando si sceglie la nuova dimensione del proprio seno.

I nuovi trend dell’intervento più ambito dalle donne si orientano verso caratteristiche di armonia e naturalezza.

Un seno ideale secondo i canoni estetici Europei, che sia armonico, naturale, provocante ma non volgare, che non sembri rifatto, è realizzabile con una mastoplastica additiva a condizione di rispettare alcune misure che oggigiorno sono bene codificate.

Il chirurgo stesso, che secondo le caratteristiche anatomiche della paziente, indica l’intervento più appropriato, dettato dal rispetto di armonia e naturalezza, requisiti indispensabili ai fini ottimali dell’operazione.

Come dire: la ‘quarta’ non è per tutte!

A stabilire quale sia la taglia giusta è un protocollo, al momento allo studio, che tiene in considerazione diversi fattori senza mai perdere di vista le proporzioni del corpo. “Possiamo parlare di un seno ‘su misura’, al pari di un abito sartoriale: tecnica chirurgica e scelta delle protesi sono alla base delle nuove soluzioni. Le case produttrici degli impianti mammari offrono oramai prodotti talmente all’avanguardia da soddisfare qualsiasi esigenza”

La corretta diagnosi iniziale

Il primo passo da fare, quindi, non è scegliere la forma della protesi, ma prendere le misure: un lavoro armonico, basato sulle proporzioni del torace e delle mammelle, dove nulla è lasciato al caso. "È quasi come per un’equazione: il risultato sarà sia numerico che di naturalezza", spiega il chirurgo chiarendo che solo dopo aver vagliato le caratteristiche fisiche si possono poi prendere in considerazione le possibili tecniche per l’inserimento della protesi.

La tecnica

La scelta della tecnica migliore è basata non sul gusto o sulle “abitudini” del chirurgo, bensì sulle caratteristiche anatomiche e strutturali del torace e del seno iniziale della paziente.

Si sceglie una tecnica sottoghiandolare quando la paziente presenta un grado medio abbondante di spessore adiposo-ghiandolare tale da garantire un adeguata protezione alla protesi che sta per essere inserita.

Si procederà ad una mastoplastica additiva dual-plane se il il torace ed il seno sono molto magri e ossuti, quando non vi sia cioè una sufficiente copertura e protezione per la protesi una volta inserita nei tessuti. Con questa tecnica il polo superiore della protesi viene coperto con una parte del muscolo pettorale, mentre il polo inferiore rimane sottoghiandolare.

Non è sempre vero che la tecnica sottoghiandolare porta a risultati meno naturali della dual-plane. Anche questo parametro poi dipende dalle peculiarità iniziali del torace e del seno.


 

Un altro parametro che viene valutato sula base degli aspetti anatomici della paziente è il tipo di incisione necessaria per eseguire l’intervento.

Un accesso emi-peri-areolare (a semiluna sulla metà inferiore della circonferenza areolare) o sul solco mammario vengono discussi e valutati al momento della visita pre-operatoria. Ancora una volta nulla di predefinito, ma solo estrema personalizzazione.

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