Piccola chirurgia ambulatoriale

PICCOLA CHIRURGIA AMBULATORIALE


Con il termine “Chirurgia Ambulatoriale” si intende la possibilità clinica ed organizzativa di effettuare interventi chirurgici, o anche procedure diagnostiche e/o terapeutiche invasive o semi invasive, nell’arco di un solo giorno, senza necessità di una degenza ma con le medesime garanzie di qualità e sicurezza di quelle rese in regime di ricovero.

La riduzione del tempo del trattamento e l’assenza del periodo di degenza diminuiscono la probabilità che il paziente venga esposto a rischi ed allo stesso tempo ne alleggeriscono il carico psicologico.

Ogni intervento in regime di Chirurgia Ambulatoriale prevede la collaborazione del paziente che dovrà effettuare, nella maggior parte dei casi, una piccola preparazione a casa, nel/nei giorni precedenti l’intervento.

INTERVENTI DI PICCOLA CHIRURGIA AMBULATORIALE


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DOMANDE FREQUENTI

A 5 anni ho avuto un'ustione di 3 grado alle gambe e mi hanno fatto un innesto cutaneo. Volevo sapere se sugli innesti si pelle si possono fare tatuaggi o ci sono rischi/controindicazioni.
Le gravi ustioni di terzo grado non possono guarire da sole (a meno che non siano di estensione molto limitata) e pertanto è necessario sostituire la pelle completamente bruciata con dell’altra, prelevata in strati molto sottili da altre sedi (innesto cutaneo). I tempi di guarigione sono così piuttosto rapidi anche se ne residua una cicatrice piuttosto visibile. Queste cicatrici possono essere seguite e trattate con gli stessi metodi già spiegati in questo approfondimento. Tra le varie opzioni c’è anche quella del tatuaggio eseguito sia ai margini della cicatrice che anche al di sopra della stessa. L’importante è attendere che la cicatrice si sia stabilizzata e sia completamente sbiancata (di solito servono da 12 mesi a 2 anni o più).
Nel corso di vari anni, mi sono comparsi sul tronco e sulle braccia numerosi angiomi puntiformi. E'possibile rimuoverli chirurgicamente?
Gli angiomi puntiformi sono lesioni anti estetiche prive di significato patologico. Possono facilmente e definitivamente essere rimossi con un elettro bisturi o un laser ablativo. L’intervento richiede pochi minuti e nella maggior parte dei casi non richiede anestesia.
Mia figlia di 7 anni ha la parte posteriore degli orecchini (c.d. farfalla) che si è incarnata nel lobo dell'orecchio ed ora non si riesce più a togliere. Cosa si può fare?
La situazione è facilmente risolvibile con una piccola operazione in anestesia locale della durata di pochi minuti, senza incisioni e senza il bisogno di mettere alcun punto di sutura. E’ necessario rimuovere completamente l’orecchino per qualche settimana sostituendolo con un pendente leggero. A guarigione completa è possibile indossare di nuovo qualsiasi tipo di orecchino.
Ho numerosi puntini rossi attorno al naso e sulla punta. E’ possibile toglierli?
Le lesione di cui parla sono probabilmente piccolissimi angiomi puntiformi che possono essere tolti in pochi secondi anche senza anestesia con un laser ablativo o un elettrobisturi.
Dopo la correzione bilaterale della schisi del lobo auricolare è possibile che si rifiutino di rifarmi il buco per l’orecchino?
Dopo la correzione della schisi dei lobi i buchi per gli orecchini possono essere fatti senza alcun problema, anche il giorno stesso dell’intervento.
Ho subito l'asportazione di un neo alla spalla e si sta formando una cicatrice rossa e rilevata. E' possibile correggerla?
Le cicatrici arrossate e rilevate sono dette cicatrici ipertrofiche. Nel caso in cui la cicatrice sia molto voluminosa e cresca abbastanza rapidamente si parla di cheloide. Se invece la cicatrice e piana ma anzichè essere una riga e molto allargata si parla di cicatrice diastasata. In quest’ultimo caso l’unica possibilità di miglioramento è una revisione chirurgica che preveda l’asportazione della vecchia cicatrice e il confezionamento di una nuova sutura che garantisca una tenuta maggiore. Nel caso di una cicatrice ipertrofica o di piccoli cheloidi esistono diversi metodi conservativi (non chirurgici) per ottenere un miglioramento. Fatto salvo che l’intervento sia stato eseguito bene la prima cosa da fare è eseguire degli intensi massaggi. Questi devono essere fatti spingendo con le dita molto energicamente contro la cicatrice (anche se dovesse fare un po’ male) in modo da vedere chiaramente lo sbiancamento della pelle dovuto alla compressione. Questo massaggio va fatto “a dito fermo” possibilmente utilizzando una pomata specifica per le cicatrici. In commercio ve ne sono di diverse marche tutte più o meno equivalenti (tra le altre si ricorda sameplast® e kaloidon®). Bisogna ricordarsi di non spalmare la crema in giro ma di considerarla un semplice lubrificante per il massaggio! Il tempo da dedicare a questa operazione dovrebbe essere di almeno 20′ al giorno per ogni cicatrice. Tra un massaggio e l’altro si possono applicare delle pomate protettive a base di silicone liquido che, anche se abbastanza costose, sembrerebbero avere qualche utilità. I prodotti più noti sono dermatix®,zeraderm® e skarflex® e vanno applicati in sottile strato sopra la cicatrice, al termine del massaggio. Nelle cicatrici più rilevate può essere molto utile utilizzare delle lamine di silicone da applicare sulla cicatrice in modo che esercitino una compressione su di essa per tempi più lunghi. Fra i vari prodotti disponibili in commercio si ricordano cica-care® e sifravit®. Sono prodotti abbastanza costosi ma molto utili a patto di utilizzarli nel modo opportuno. E’ sufficente scegliere in farmacia dei foglietti di silicone piccoli in modo che ogni cicatrice da trattare venga coperta con un esubero di circa 1 cm su ogni lato. Volendo è possibile applicare più di un foglietto sopra l’altro per una pressione maggiore. Il silicone deve essere poi fissato in compressione sulla cicatrice o con cerotto ben pressato. Meglio ancora sarebbe eseguire se possibile una fasciatura compressiva. Questa tecnica è molto indicata per sedi come le braccia, le gambe, la fronte, etc.. Le lamine di silicone vanno lasciate in sede per più tempo possibile (almeno 12 ore, ad esempio la notte). In alcune altre sedi può essere utile applicare esternamente un indumento compressivo in lycra o cotone elasticizzato come ad esempio, un guanto, una pettorina, una fascetta, etc.. Le lamine di silicone possono essere lavate ed utilizzate molte volte. Tutti questi accorgimenti funzionano finchè la cicatrice è in fase infiammatoria ovvero arrossata. La durata della fase infiammatoria è, a seconda dei casi, di 4-12 mesi. Trascorso questo tempo, se la cicatrice è ancora molto brutta o rilevata è opportuno considerare una correzione chirurgica.

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